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"Si useranno meno i pozzi", l'acqua di Montedoglio arriva in Valdichiana per irrigare. L'elenco dei comuni coinvolti

L’infrastruttura è progettata sulla base dei fabbisogni irrigui delle imprese agricole del comprensorio e sui loro piani di sviluppo colturali, tenendo conto delle evoluzioni che i cambiamenti climatici comporteranno per le piantagioni

Rallentare l’uso dei pozzi privati, promuovere e far crescere l’uso dell’irrigazione collettiva, utilizzare la risorsa disponibile senza sprechi sono gli obiettivi che hanno convinto il Consorzio 2 Alto Valdarno - spiega una nota - a mettere mano a un ambizioso progetto: realizzare il Distretto 23 per consegnare l’acqua su una superficie irrigabile di circa 2.300 ha. Un maxi disegno che, una volta ultimato, sarà in grado di soddisfare le esigenze irrigue di un’area pari ai 2/3 di quella servita dai quattro distretti (tra cui l'intera provincia di Arezzo) attualmente.

Così nel comprensorio - aggiunge il Consorzio - che può contare sulla presenza dell’acqua dalla Diga di Montedoglio e dunque di una consistente riserva di risorsa di qualità, l’importante infrastruttura diventa, per l’Alto Valdarno, il simbolo della giornata mondiale della lotta alla desertificazione e alla siccità, che quest’anno ha ruota attorno al tema cibo, mangimi e fibre.

“E’ il risultato di un lavoro importante, partito dalle reali necessità delle imprese agricole. Ci auguriamo che possa prendere forma per ottimizzare la presenza dei laghetti e delle vasche di accumulo già disponibili nel Sistema Occidentale della Diga di Montedoglio, il più grande invaso dell’Italia centrale. La nuova rete di distribuzione – spiega la presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno Serena Stefani – ha anche un valore ambientale importante: consentirà , infatti, di ridurre gli attingimenti da corpi idrici superficiali e gli approvvigionamenti da acque sotterranee per scopo irriguo. Questo contribuirà a contrastare l’abbassamento dei livelli e i fenomeni di inquinamento con un importante riflesso sul miglioramento della falda”.

“La disponibilità di risorsa distribuita attraverso reti in pressione favorirà lo sviluppo di un’agricoltura di qualità anche in periodi particolarmente siccitosi, come quelli che hanno caratterizzato le ultime stagioni irrigue” - aggiunge il direttore Generale del Consorzio Francesco Lisi e conclude: “La realizzazione di una rete consortile dotata di moderni sistemi di monitoraggio, misura e telecontrollo contribuirà allo sviluppo di tecniche di irrigazione efficienti e volte a un uso sempre più consapevole dell’acqua”.

Il progetto

Ed eccoli i numeri del gigante irriguo della Valdichiana, progettato in house dal consorzio.

"Con i suoi 40 km di condotte abbraccerà diversi comuni: per oltre 1.600 ha Foiano della Chiana, per poco meno di 500 Castiglion Fiorentino, Marciano della Chiana per oltre 100 ha, Lucignano per quasi 90 e Cortona per 3. In tutto appunto circa 2.300 ha. Una maxi superficie che può essere suddivisa in tre aree: la zona collinare di Pozzo della Chiana e del Rio di Renzino a nord ovest, il fondovalle del torrente Esse a sud ovest, la pianura di bonifica a est, quella più complessa perché attraversata da infrastrutture e corsi d’acqua. Per le dimensioni e l’importanza, la scelta progettuale è caduta su un meccanismo step by step che ne consente la realizzazione in tre stralci.

Pochi ma chiari gli elementi su cui poggia lo sviluppo del Distretto 23.

L’infrastruttura è progettata sulla base dei fabbisogni irrigui delle imprese agricole del comprensorio e sui loro piani di sviluppo colturali, tenendo conto delle evoluzioni che i cambiamenti climatici comporteranno per le piantagioni; sarà strutturata in modo da essere quanto più possibile resiliente alle diverse evoluzioni che possono intervenire nel medio-lungo periodo; permetterà di poter adottare le moderne tecniche irrigue e di risparmio ed efficientamento idrico, avrà la rete di distribuzione alimentata a gravità a partire dalla quota della vasca di compenso della frazione Pozzo; avrà punti di consegna individuati sugli esiti del censimento del fabbisogno dell’agricoltura locale, e con pressioni minime costanti non inferiori alle 3 atmosfere; sarà correttamente integrato con aree vincolate e tutelate e con le infrastrutture esistenti.

Il costo complessivo stimato è di circa 28 milioni e mezzo di euro con un primo stralcio in progettazione definitiva di oltre 900 ha per una spesa complessiva di circa 18 milioni.

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La presentazione del progetto, annunciata in occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, si è tenuta il 18 giugno 2020 presso il comune di Foiano della Chiana. Presenti al “battesimo”, l’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi; la vice presidente del Consiglio Regionale della Toscana Lucia De Robertis; la presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno Serena Stefani; il sindaco di Foiano della Chiana Francesco Sonnati".

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