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"E45 a pagamento? No grazie", la protesta dei cittadini

Il comitato E45Punto2 interviene sulla prospettiva che periodicamente prende forma di trasformare l'arteria in una strada a pedaggio.

"Respingiamo senza se e senza ma La proposta  di pedaggiamento della superstrada E45 avanzata dal Partito Democratico". Così il comitato E45 Punto 2 interviene sul dibattito politico e sulla trasformazione, paventata a più riprese negli ultimi anni e anche di recente, di trasformare la superstrada in una arteria a pedaggio. 

"Mentre la nostra strada maestra sta cadendo letteralmente a pezzi  - affermano Gianluca Cirignoni e Walter Canicchi - nonostante siano stati spesi un “mare” di soldi pubblici e altrettanti siano bloccati insieme agli appalti e si lavori  su viadotti e gallerie tra Toscana e Romagna il partito democratico non trova di meglio che riproporre di mettere le mani nelle tasche degli italiani pedaggiando la superstrada per drenare ulteriori risorse da buttare nel calderone degli appalti E45. Ricordiamo che solo tra Bagno di Romagna e Pieve Santo Stefano la gestione Anas tiene fermi lavori per 42,5  milioni di euro (7 galleria roccaccia, 7 galleria Montecoronaro, 24 viadotto Tevere 4, 2 viadotto Puleto, 2,5 vecchia tiberina tre bis) a causa dell inadeguatezza e carenza  del sistema che in questo tratto ha chiuso, da oltre 20 anni l’unica strada alternativa alla E45, e ha affidato cantieri a ditte fallite senza ultimare o addirittura iniziare  i lavori. Lavori che sono attualmente fermi come nelle gallerie Roccaccia e Montecoronaro o nel viadotto Tevere 4 dove dopo il fallimento della ditta aggiudicataria il costo è lievitato di oltre 6 milioni di euro (da 18 a 24) o nel viadotto Puleto dove nonostante l'emergenza nulla si sta muovendo. Riteniamo che il Partito democratico e tutte le forze politiche dovrebbero chiedere indagare su questo scandalo alla luce del sole che tutti eccetti noi fanno finta di non vedere".

Ribadiamo che il futuro della Orte Ravenna può cambiare solo con un cambio di gestione che preveda il coinvolgimento di regioni e province interessate dal tracciato (Umbria, Emilia Romagna e Toscana) come avvenuto per la S. G. C. FiPiLi che nei primi anni duemila passo da Anas ad un consorzio formato dalle province interessate al suo passaggio, migliorando sensibilmente e diventando una strada normale senza cantieri perenni . Auspichiamo che tutte le forze politiche, Pd compreso abbiano il coraggio di confrontarsi e valutare questa proposta che porterebbe veramente ad una svolta epocale per i nostri territori . 

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