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Sanità. Giunti: "Quale futuro per la residenza sanitaria a Sansepolcro?"

La riflessione è quella esternata dal coordinatore Forza Italia Valtiberina che annuncia anche la presentazione di una mozione durante il prossimo consiglio comunale

"Continua la decrescita felice del comparto sanità in Valtiberina. Si fa manutenzione all'involucro ma chi pensa al potenziamento dei reparti?"
La domanda è quella che pone il coordinatore di Forza Italia Sansepolcro, nonché consigliere comunale, Tonino Giunti che attraverso una nota stampa annuncia di aver preparato una mozione da sottoporre all'assise biturgense. Un documento che consentirebbe "di dare mandato al sindaco Cornioli per attivarsi verso la Regione per ripristinare tre postazioni di rianimazione con medici preposti (anestesisti e cardiologi)". Perché "non vorremmo che con i continui pensionamenti di medici anche gli attuali anestesisti e cardiologi a tempo pieno scompaiano. Questo sarebbe il proseguire del cammino inarrestabile di depotenziamento del nostro ospedale".

La riflessione di Giunti si allarga poi sulle vicende che hanno riguardato il Casentino e il recente incontro dei sindaci con l'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi nonché la realizzazione di una nuova residenza sanitaria assistita a Sansepolcro.

"Per la prima è stato detto che l'incontro è stato fatto per ottenere dalla Regione delle aperture sul tema sanità - dice il consigliere - In particolare su problematiche dell'ospedale di Bibbiena, sulle quote sanitarie per i centri rsa e sul malaugurato accorpamento dei distretti socio sanitari di Arezzo, del Casentino e della Valtiberina. Questo incontro fa riflettere in merito alla questione che si è venuta a creare tra sindaci della Valtiberina per l'apertura della nuova residenza sanitaria. Non tutti i primi cittadini sono d’accordo e si potrebbe andare incontro a un vero braccio di ferro tra il comune di Sansepolcro, con Cornioli favorevole alla apertura, e altri comuni che si sono dichiarati contrari. In Valtiberina esistono strutture di questo tipo ad Anghiari, Pieve Santo Stefano, Sestino, Badia Tedalda e Caprese Michelangelo, che perderebbero in questo caso delle quote socio assistenziali e dei finanziamenti regionali. Sembra che si voglia demandare alla conferenza zonale la decisione di autorizzare o no la nuova struttura. Qui da noi non si fa come in Casentino dove tutti i sindaci si sono presentati uniti per chiedere aperture alla Regione ma si fa una guerra tra poveri. D'altronde si deve sapere che se si rimandano alle conferenze zonali le decisioni, queste saranno prese fuori dalla Valtiberina che non ha peso per la poca popolazione. Inoltre, lasciare decidere alla conferenza zonale sarebbe un grosso regalo ai vertici regionali che invece devono essere messi davanti alla loro responsabilità politica, dopo tutti i tagli fatti e che stanno facendo riguardo la sanità. Si auspica che i sindaci della Valtiberina siano uniti per portare avanti, se occorre, un duro confronto politico con la  Regione Toscana su questo tema che sta molto a cuore ai cittadini". 

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