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"Famiglie con disabili costrette a pagare i servizi domiciliari. E' la prima volta in Valtiberina", la denuncia del Pd

I sindaci dei Comuni della Valtiberina sono membri della Giunta dell’Unione e hanno deciso di far pagare servizi che fino al 2018 erano completamente gratuiti dimostrando scarsa sensibilità e attenzione per le fasce più deboli

"Per la prima volta nella storia della Valtiberina, le famiglie con un disabile a carico dovranno contribuire al pagamento dei servizi domiciliari erogati dai Comuni", è questa la denuncia dei Consiglieri dell’Unione dei Comuni del Partito Democratico che proprio ieri in una conferenzaq stampa hanno lanciato l'allarme.  Hanno partecipato i Consiglieri di minoranza maggiormente coinvolti: Lorenzo Minozzi, consigliere del Comune di Monterchi che esprime l’Assessore al sociale della Giunta dell’Unione, Andrea Laurenzi, capo-gruppo del Pd nel Consiglio di Sansepolcro, maggiore azionista delle politiche sociali di vallata e Lara Chiarini, capo gruppo ad Anghiari, Comune che esprime il presidente dell’Unione dei Comuni.

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I sindaci dei Comuni della Valtiberina sono membri della Giunta dell’Unione e hanno deciso di far pagare servizi che fino al 2018 erano completamente gratuiti dimostrando scarsa sensibilità e attenzione per le fasce più deboli La contribuzione è modulata in base all’Isee, con una compartecipazione totale di chi supera un Isee di 30000 euro annui. Inoltre, le famiglie hanno subito questa decisione senza essere minimamente coinvolte.
Nel consiglio dell’Unione del 28 marzo i consiglieri Pd hanno da subito contrastato questa volontà dei sindaci, arrivando ad un voto di astensione sul bilancio con la promessa di convocare una commissione specifica per rivedere la modulazione delle tariffe.
Nel consiglio di luglio è stata votata all’unanimità una mozione, presentata dai Consiglieri Pd, che deliberava la convocazione dell’apposita commissione per rivedere le tariffe entro il 15 settembre. La commissione non è mai stata convocata mentre invece sono arrivate le fatture alle famiglie, ancora senza alcun preavviso, relative ai primi quattro mesi del 2019. Le famiglie non sono state neanche messe nella condizione di scegliere se usufruire o meno del servizio in quanto le fatture sono retroattive. Questo comportamento è inaccettabile e da subito le fatture emesse devono essere annullate. Di fronte agli impegni presi in Consiglio e completamente disattesi si chiede di convocare subito la commissione che doveva essere svolta prima del 15 settembre. Questo comportamento irresponsabile, nella forma e nel contenuto, è agito sulla pelle di persone e di famiglie che ogni giorno devono combattere contro mille difficoltà. I Sindaci non possono pensare soltanto ad incassare senza ascoltare i bisogni delle famiglie e dimostrando di fare una politica sterile senza anima e dannosa per i cittadini. 

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