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Tariffe disabilità, il gruppo consiliare Pd: "Vergogna dei sindaci della Valtiberina, dovevano far rientrare le fatture"

Così intervengono i consiglieri del guppo Pd di Sansepolcro che commentano la risposta del presidente dell'unione dei Comuni, Alessandro Polcri, alla loro richiesta di convocare un consiglio straordinario

"I sindaci della Valtiberina, in questi giorni, avrebbero dovuto fare una sola cosa: far ritirare immediatamente le fatture emesse nei confronti delle famiglie con disabili a carico per i servizi domiciliari e cominciare un dialogo con le famiglie stesse e i Consiglieri dell’Unione per trovare una soluzione condivisa e umana. Invece, sulla vicenda, assistiamo all’ennesima presa in giro".

Così intervengono i consiglieri del guppo Pd di Sansepolcro che commentano la risposta del presidente dell'unione dei Comuni, Alessandro Polcri, alla loro richiesta di convocare un consiglio straordinario.

Il presidente, al solo evidente scopo di prendere tempo, ha infatti chiesto al gruppo consiliare PD di riformulare la propria istanza appellandosi a cavilli giuridici – peraltro infondati, ad avviso dei consiglieri PD - per i quali avrebbe ritenuto di non accettare la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario dell’Unione.

Ora, di fronte ad una problematica così delicata come quella dei servizi assistenziali domiciliari e all’urgenza di trovare una formula che possa alleggerire al massimo i costi delle famiglie, alle quali sono già pervenute le fatture della compartecipazione, il fatto che l’Unione e, quindi, i Sindaci della Valtiberina, invece che preoccuparsi di affrontare la questione trovino appigli per rimandare ogni discussione, è a dir poco inaccettabile e irrispettoso delle famiglie coinvolte in questa vicenda.

Non solo, quindi, alcun gruppo di lavoro per la rielaborazione delle tariffe in questione è stato ad oggi ancora fatto (il termine per la sua costituzione era il 15 settembre!) ma anche il Consiglio straordinario richiesto sul punto dal gruppo consiliare PD dell’Unione è stato rinviato, con pretesti assurdi, ad una data (ancora ignota) sempre più lontana.

E’ chiaro che i Sindaci dell’Unione preferiscano “temporeggiare” piuttosto che assumersi la responsabilità di affrontare la questione.

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