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A Sansepolcro il convegno sul tema “Dalle epidemie alla vaccinazione”

I lavori sono stati moderati dal noto giornalista RAI e Sindaco di Atessa, Dott. Giulio Borrelli

Il 30 marzo, a partire dalle ore 16:30, presso il Centro Congressi “La Fortezza” di Sansepolcro ha avuto luogo il convegno sul tema “Dalle epidemie alla vaccinazione”.

L’evento, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Sansepolcro e dell’Azienda USL Toscana Sud-Est, è stato organizzato dai club biturgensi Inner Wheel, F.I.D.A.P.A. Alta Valle del Tevere, Soroptimist, Rotary e Lions, rispettivamente presieduti da Annalisa Corgnoli Di Renzo, Antonella Brizzi, Monica Cenni, Cosetta Gasparri e Roberto Zadi,

Ospite d’eccezione, nella veste di moderatore, il noto giornalista RAI Dott. Giulio Borrelli, ora Sindaco di Atessa e Socio onorario del Rotary.

Relatori il Dott. Danilo Tacconi, Direttore Malattie Infettive Ospedale San Donato di Arezzo, la Prof. Donata Medaglini, Professore Ordinario Dipartimento di Biotecnologie Mediche, Laboratorio di Microbiologia Molecolare e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Siena nonché Dirigente Biologo, UOC di Batteriologia, D.A.I. dei Laboratori dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, e la Dott.ssa Maria Teresa Maurello, Direttore U.F. Sanità Pubblica Zona Aretina, che hanno trattato, nell’ordine, i seguenti temi: “Conseguenze della mancata vaccinazione”; “Nuove Tecnologie per lo sviluppo dei vaccini”; “Il valore della vaccinazione come strumento di prevenzione – Le vaccinazione negli adulti”.

È intervenuto il Sindaco della Città di Sansepolcro, Mauro Cornioli, il quale ha dato il benvenuto al Dott. Giulio Borrelli e ai relatori, augurando loro buon lavoro.

Il numeroso auditorio è rimasto particolarmente affascinato dall’introduzione dell’illustre ospite.

Insieme alla potabilità delle acque e agli antibiotici, la vaccinazione è tra le scoperte mediche che nella storia dell’umanità ha salvato più vite. Nel XX secolo, nel mondo occidentale, le vaccinazioni di massa hanno permesso di evitare la morte di 500 milioni di persone (poco meno della popolazione complessiva dei 28 paesi dell’Unione Europea nel 2014) e in futuro, cioè nel prossimo decennio, permetteranno di evitare globalmente la morte di 25 milioni di persone, ovvero: 2,5 milioni di persone all’anno, 7.000 al giorno, 300 ogni ora, 5 al minuto. Sin dai tempi antichi, certamente a partire dall’antico Egitto, le malattie infettive affliggevano le popolazioni con terribili ondate epidemiche di peste, lebbra e vaiolo. Solo nel secolo scorso, sono morte per malattie infettive quasi 1,7 miliardi di persone. I numeri di quelle oggi prevenibili con i vaccini sono impressionanti: 400 milioni di morti di vaiolo, 96,7 milioni di morti di morbillo, 38,1 milioni di morti di pertosse, più di 37 milioni di morti di tetano, 22 milioni di morti di meningite e quasi 13 milioni di morti di epatite B.

I vaccini sono i farmaci più efficaci e sicuri attualmente in commercio.

Causano, infatti, una reazione avversa grave in meno di un caso su 1 milione di dosi somministrate. Può trattarsi, ad esempio, di una forte reazione allergica che, nella maggior parte dei casi, tuttavia, rientra dopo qualche ora senza conseguenze e senza causare mai la morte, come accade invece con alta frequenza per alcune malattie infettive (il morbillo, ad esempio, causa un decesso ogni 2.500 infetti circa).

Per avere un’idea della grande sicurezza dei vaccini è sufficiente comparare i dati sui loro eventi avversi con quelli dei farmaci più comuni: le aspirine, assieme agli antinfiammatori, hanno reazioni avverse 1.500 volte più frequenti. Persino le arachidi sono ben più pericolose.

Eppure, questi dati non riescono a rassicurare una parte della società che continua a nutrire dubbi e timori nei confronti delle vaccinazioni.

Nei paesi occidentali, dove i vaccini hanno ottenuto i risultati più strabilianti e dove, paradossalmente, emergono le maggiori resistenze (specie nella parte istruita e benestante della popolazione), le vaccinazioni sono in lieve ma costante calo e diversi paesi, tra cui l’Italia, hanno raggiunto soglie critiche di sicurezza per alcune malattie: la vaccinazione antimorbillo, ad esempio, ha attualmente una copertura dell’86% anziché del 95%, come richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Riportare le vaccinazioni sopra le soglie di sicurezza è compito di tutta la popolazione perché le malattie contagiose, così come le vaccinazioni, sono un fenomeno collettivo: ogni singolo cittadino — compresi gli studenti — deve fare la propria parte.

Un metodo che ha permesso ai paesi occidentali il miglioramento degli indici legati all’occupazione, al benessere, alla longevità e alle buone pratiche di convivenza sociale. Il rifiuto dell’autorità, il rispetto dei fatti, la trasparenza delle critiche, la libertà di comunicazione e di accesso ai risultati sono alcuni valori chiave propugnati dalla scienza e poi assimilati dalla democrazia.

Ecco perché, scienza, democrazia e impegno civile (tra cui quello di vaccinarsi) sono un insieme di valori comuni, valori di cui l’istruzione pubblica, anche attraverso le scuole, è bene che si occupi.

Il Dott. Giulio Borrelli ha sottolineato che, in questa materia come in altre, oggi gioca un ruolo molto importante un’informazione superficiale che naviga spesso su internet dove molti, troppi forse, si improvvisano esperti, medici, che contestano teorie scientifiche supportate da studi, da ricerche, dal sapere, da competenze che non dovrebbero essere trattate con molta superficialità come a volte avviene. Perché come si è visto dalle relazioni che sono state presentate questa sera ci sono parecchie ragioni e motivi scientifici per capire come devono essere trattate le infezioni, le epidemie, i batteri, i virus, cose diverse che richiedono modi diversi di essere affrontati e trattati. Uno di questi, e non è l’unico naturalmente, è la vaccinazione che riguarda e deve riguardare fasce importanti della popolazione per cercare di tutelare non solo chi si vaccina ma anche chi gli sta attorno. Io penso, appunto, che non ci sono cadreghini, cattedre o posti da cui viene impartita la verità assoluta. Tutto può essere discusso, tutto deve essere confrontato. Io penso che fosse sbagliato pensare ieri che ciò che ha detto la televisione è una verità assoluta, che non va discussa e che non può essere discussa, ed è altrettanto sbagliato e ancora più sbagliato oggi dire lo ha detto internet, l’ho letto su internet o navigando sui social. Perché queste informazioni, soprattutto quest’ultime, sono ancora meno controllate, ancora meno verificate, ancora più approssimative. Oggi è di moda la tuttologia. Ormai la gente su internet è convinta di trovare tutto, di avere risposte su tutto. Tutti si sentono giornalisti, opinionisti, dottori (ed infatti la gente va su internet anche per curarsi), architetti, economisti, ecc. Ci si deve chiedere allora perché la gente studia, chi medicina, chi economia, chi architettura e si aggiorna continuamente quando, invece, sembrerebbe, sufficiente consultare internet o andare sui social. Questo è lo spunto di discussione! Per avvalorare la loro sapienza, si supportato le informazioni esposte con una serie di argomenti che hanno dimostrato solo la loro conoscenza limitata dei fatti. È fondamentale arginare l’analfabetismo strumentale, funzionale e di ritorno. Sull’onda delle polemiche legate alla somministrazione dei vaccini, è indispensabile il vaccino contro l’analfabetismo funzionale.”

Nel corso del dibattito sono state rivolte numerose domande ai relatori, che hanno trattato i vari temi con grande competenza e completezza.

Dopo il convegno, nelle eleganti sale del Borgo Palace Hotel di Sansepolcro, ha avuto luogo la conviviale, nel corso della quale i presidenti dei clubs organizzatori, hanno espresso tutta la loro soddisfazione per il successo riscosso dall’evento e ringraziato il Dott. Giulio Borrelli e tutti i relatori per il grande contributo offerto.

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