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Tassa sulla pubblicità, Pd: "L'amministrazione Cornioli pensa solo a fare cassa"

Così il Pd di Sansepolcro interviene sulla incandescente polemica sulla tassa sulla pubblicità.

"Gli interventi dei gruppi di maggioranza, DPC e Insieme Possiamo, sono la conferma di come questa Amministrazione sia incapace di capire  le difficoltà delle attività produttive e commerciali e sia preoccupata, di fronte al malcontento crescente, di trovare qualcuno a cui addossare colpe totalmente sue". Così il Pd di Sansepolcro interviene sulla incandescente polemica sulla tassa sulla pubblicità.

Sentir affermare i gruppi di maggioranza di aver applicato l'imposta sulla pubblicità “sulla base di un Decreto Legge del 1993 e non di un regolamento comunale “e che le passate amministrazioni non hanno fatto nulla in materia di controlli” ci lascia esterrefatti e dobbiamo fare un po' di chiarezza.

Il DL 507/93 che disciplina l'imposta sulla pubblicità ha lasciato ampia possibilità di deroga ai Comuni, i quali avvalendosi delle specifiche peculiarità locali hanno redatto propri Regolamenti comunali con regole e tassazione diversificate. Con proprio regolamento, quindi, il Comune disciplina le modalità di effettuazione della pubblicità e può stabilire limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie in relazione a esigenze specifiche.
Facciamo presente all'amministrazione, visto che per loro affermazione sembrano non esserne a conoscenza, che il Comune di Sansepolcro ha approvato il “Piano Comunale per la pubblicità e le affissioni” nel 2008 (Amministrazione Sindaco Polcri). Un regolamento complesso che ha presentato aspetti di non facile interpretazione e attuazione su cui la passata amministrazione è intervenuta al fine di semplificare alcuni aspetti per venire incontro alle istanze degli operatori.
Inoltre, 'Ufficio urbanistica ha effettuato una ricognizione di tutti gli impianti pubblicitari per poter intervenire con i dovuti controlli, ma prima di procedere è stato concesso un periodo di “sanatoria” per consentire agli interessati di mettersi in regola. Sarebbe stato molto semplice in quell'occasione intervenire con sanzioni a raffica e fare facile cassa ma non è stato fatto per non mettere in difficoltà attività in crisi.
E non è vero, come affermano i gruppi di maggioranza, che il Comune non può fare niente perchè deve applicare la legge e gli compete “solo ed esclusivamente  la lotta all'evasione”  perchè il Comune in materia tributaria, e quindi anche per quello che concerne la pubblicità, ha il potere di dettare le  regole.
C’è chi attraverso regolamenti ha completamente esentato tutte le attività economiche dal pagamento della Tasi-Tassa sui servizi, ha esentato  da Imu e Tari per i primi due anni le nuove attività di impresa e le giovani coppie residenti,  così come ha ridotto del 50% la Tosap sulle pertinenze esterne dei pubblici esercizi. Purtroppo si tratta del passato, perché nel presente l’Amministrazione, ad oggi, è stata solo capace di aumentare la Tassa sui rifiuti.
 

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